Guida

Il Parco è gestito da un ente di diritto pubblico con sede nella ex miniera Floristella, in territorio di Enna. Fanno parte dell’Ente: la Regione Siciliana, l’ex Provincia Regionale di Enna ed i Comuni di Enna, Aidone, Piazza Armerina e Valguarnera.
L’Ente ha il compito di provvedere alla gestione del parco minerario al fine di perseguire, la protezione, conservazione e difesa del complesso minerario zolfifero, del paesaggio e dell’ambiente naturale dell’area circostante, favorendo le attività culturali, ricreative e turistiche per una riscoperta della “cultura mineraria”.
Durante l’anno si organizzano una serie di manifestazioni che attirano numerosi visitatori: 1° Maggio Ennese, Giornata Nazionale delle Miniere, i primi di ottobre Giornata nazionale delle Famiglie al Museo, fine maggio Giornata nazionale delle miniere, 5 dicembre Festa di Santa Barbara, patrona dei Minatori, ecc..

Percorso di visita

Il percorso di visita secondo l’interesse individuale del visitatore interessa due nuclei: un’area più ristretta dove ricadono gli impianti dell’ultima fase temporale dell’industria estrattiva zolfifera, costituita essenzialmente da tre pozzi, con la presenza dominante di Palazzo Pennisi; e una parte più estesa, limitrofa alla contrada Gallizzi, in cui sono visibili i resti delle strutture esterne di un pozzo verticale e numerose imboccature di gallerie semiverticali dette “discenderie”, testimonianza dell’attività estrattiva dal 700’, fino alla fine dell’800’.

Un viaggio nel cuore dello zolfo siciliano

Il Parco Minerario Floristella Grottacalda è uno dei più importanti esempi di archeologia industriale del Mezzogiorno. Gestito da un ente di diritto pubblico, il parco si estende su 400 ettari tra i comuni di Enna, Aidone, Piazza Armerina e Valguarnera.
È un luogo dove la memoria della fatica si intreccia con la bellezza paesaggistica, offrendo ai visitatori un percorso tra storia, architettura e natura.

Storia e Architettura

La storia della miniera è legata a doppio filo con quella della famiglia Pennisi. Il feudo, originariamente dei Gesuiti, fu acquistato dal notaio Salvatore Pennisi nel 1782, anche se l’attività estrattiva era iniziata ancor prima del permesso ufficiale del 1825.
Il simbolo indiscusso del parco è Palazzo Pennisi:

  • La Struttura: Un imponente edificio in stile neoclassico, progettato probabilmente dall’architetto Mariano Falcini, che domina l’intera area mineraria.
  • La Funzione: Costruito come residenza estiva della famiglia, fungeva anche da centro direzionale e amministrativo della miniera.
  • Curiosità: Il palazzo è collegato al vecchio palmento tramite la “Via del Mosto”, una scalinata dove anticamente scorreva il succo dell’uva pigiata fino alle cantine.

L’Attività Estrattiva e la Fusione

Floristella fu considerata una delle miniere più importanti del Distretto Minerario di Caltanissetta, producendo uno zolfo di una purezza insuperabile. Il parco offre una panoramica completa sull’evoluzione delle tecniche minerarie ed estrattive:

  • Le Discenderie: testimoniano l’attività estrattiva dal ‘700; sono gallerie ripide caratterizzate dai gradini “rotti” (scaluni ruttu) che agevolavano la risalita dei carusi con il carico sulle spalle.
  • I Pozzi: l’evoluzione tecnologica è visibile nei tre pozzi presenti, dal più antico n. 1 al moderno n. 3 (anni ’70), dotato di castelletto in acciaio e argani elettrici, rimasto attivo fino alla chiusura definitiva nel 1986.
  • I Calcheroni: grandi forni circolari a cielo aperto utilizzati per la fusione dello zolfo, un metodo antico dove il processo di separazione del minerale durava 20-30 giorni.
  • I Forni Gill: un sistema di fusione più moderno (introdotto dal 1880) a celle comunicanti, che permetteva il recupero del calore e la produzione continua anche nei mesi invernali.

Natura e Paesaggio

Oltre all’archeologia industriale, il sito offre fenomeni geologici unici:

  • Le Maccalube: Piccoli vulcani di fango freddo (“vulcanismo sedimentario”) causati dalla risalita di gas metano e acqua salmastra.
  • Le Sorgenti Sulfuree: Un torrente alimentato da acque ricche di zolfo che crea suggestive cascatelle all’interno del parco.

La Vita in Miniera

Visitare Floristella significa anche comprendere la dura realtà sociale dei minatori. La gerarchia era rigida: dai Picconieri che abbattevano la roccia, ai Carusi (bambini dagli 8 ai 14 anni) che trasportavano il minerale a spalla.

Emblematico è l’edificio del Dopolavoro, luogo di ritrovo a fine turno, sulla cui facciata campeggiava la scritta: “Prima i doveri e poi i diritti”.