La Storia del Parco Minerario Floristella-Grottacalda: Patrimonio Unesco Candidate

Commenti recenti

Nessun commento da mostrare.

Scopri la straordinaria epopea mineraria siciliana nel Parco Minerario Floristella-Grottacalda, uno dei siti di archeologia industriale più importanti del Sud Italia. Nato dalla dismissione delle miniere zolfifere più celebri della Sicilia, oggi offre visite guidate gratuite immerse nella storia.

Le Origini: Dall’Antichità al Boom Industriale (1700-1825)

Lo zolfo siciliano era noto sin dall’antichità romana, ma l’estrazione sistematica iniziò fine XVIII secolo dopo la scoperta del processo Leblanc (1791) per produrre soda industriale. Il permesso ufficiale per Floristella fu concesso l’11 aprile 1825 ad Agostino Pennisi, barone di Floristella, che trasformò il feudo gesuitico (acquistato 1782) in moderno complesso estrattivo con Palazzo Pennisi come centro direzionale

L’Apogeo della Produzione Zolfifera (1830-1930)

La Sicilia divenne capitale mondiale dello zolfo, con Floristella-Grottacalda tra i principali bacini. Il parco copre 400 ettari:

  • Grottacalda (200 ha privati): 180 discenderie semiverticali (tecnica 1700-800), pozzo San Giuseppe (c/da Gallizzi).
  • Floristella (200 ha demanio regionale): 3 pozzi verticali (più antico 1868), forni Gill (1880), calcaroni, castelletti ventilazione

Condizioni disumane ispirarono Luigi Pirandello (“I vecchi e i giovani”) e il film “La discesa di Aclà a Floristella” di Aurelio Grimaldi (1992, girato in loco)

Declino e Nascita del Parco (1930-1991)

Crisi mondiale zolfo (sostituzione con pirite Spagna) e nazionalizzazione (Ente Minerario Siciliano anni ’60) portarono alla chiusura 1986. Legge regionale n.17/1991 istituì l’Ente Parco (Regione Sicilia, Comuni Enna-Valguarnera-Aidone-Piazza Armerina), trasformando il sito in “museo a cielo aperto” tutelato

I commenti sono chiusi